Che il consigliere Piolo fosse legato alla Pontalpi - l'immobiliare del piano Altanon - non era un mistero. Che potesse sedersi al tavolo di una conferenza a rappresentare l'azienda, però, per molti è la prova di un conflitto di interessi insostenibile.E' successo qualche settimana fa, quando si doveva discutere del piano di bonifica dell'area. La Pontalpi ha nominato Piolo come suo rappresentante e lui si è presentato all'incontro con Comune, Provincia e altre parti interessante per conto dell'immobiliare. Il conflitto adesso è doppio. Perchè Piolo, consigliere comunale e capogruppo di NoiFeltre, è anche socio dell'immobiliare Piolo&Piolo, con suo figlio Gianrenato, coautore del master plan targato Chipperfield. Ovvero il progetto che da due anni sta spaccando la città.
La notizia del doppio ruolo di Piolo, che fino a poco tempo fa era anche delegato all'ambiente (ora non più), ha ulteriormente scaldato gli animi del fronte No-Altanon. "Questo nostro amministratore cura gli interessi dei cittadini o gli obbiettivi sono altri?". Se lo chiede Lucio D'Alberto, uno dei più attivi esponenti del movimento che si oppone al nuovo progetto edilizio. "La Pontalpi ha scelto una persona di fiducia, ma Piolo è consigliere comunale. Non dovrebbe rappresentare prima di tutto la volontà e il bene della comunità, svincolato da ogni parte privata in causa?".
Senza cercare risposte, D'Alberto sottolinea la partecipazione dei Piolo, padre e figlio, nella costruzione del progetto. E poi riesuma il programma di NoiFeltre, laddove la lista civica proponeva il decentramento degli uffici pubblici. Su quale area? Quella dell'Altanon, manco a dirlo, dove troverebbe posto "un corpo di uffici pubblici all'interno del centro civico". Nel programma di NoiFeltre, fa notare D'Alberto, c'era il rilancio del commercio in centro, con riduzione del traffico, e la difesa dei piccoli negozi. "Però se è vero che Piolo è uscito dall'aula del consiglio al momento del voto sull'Altanon, è anche vero che la sua lista ha votato a favore del piano. E, in altra occasione, ha sostenuto il ripristino del doppio senso in centro.

Quindi da un lato Piolo e i suoi promettono la difesa dei negozi del centro, dall'altro approvano un piano che farà nascere più di 4 mila metri quadri di nuovi negozi, che per Feltre sono di grandi dimensioni, e che non contiene il centro civico". La replica di Piolo è sintetica e limitata all'ultimo episodio. "La Pontalpi non poteva partecipare alla riunione dedicata alla bonifica dell'area e mi ha chiesto di esserci per capire cosa si doveva fare. Non ho fatto altro che sedermi ad un tavolo e ascoltare quale soluzione era stata individiata per risolvere un problema, nella fattispecie una perdita della rete fognaria. Ho riferito all'azienda che c'era una riparazione da fare e ho concluso il mio compito. Se questo è un conflitto di interessi..."
dal Corriere delle Alpi, venerdì 23 luglio 2010
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1 commenti:
questo signore dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi, il conflitto d'interessi pare evidente a molti ma non a Lui evidentemente.
ci meritiamo politici migliori!!
noi gente comune e anche la sinistra dovrebbe chiederne le dimissioni!!
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