giovedì 7 ottobre 2010

Overdose in carcere a Baldenich, giovane in ospedale. L'appello perchè venga fatta chiarezza

I FATTI. Il giovane S.D.D. si trovava nella sua cella del carcere di Baldenich (Belluno), riverso sulla sua branda in un stato di incoscienza. E' arrivato in ospedale in stato comatoso e solo l'intervento dell'equipe medica ha scongiurato il peggio. Le sue condizioni erano davvero critiche. La sintomatologia è quella tipica delle overdosi, tanto che gli è stato somministrato un antidoto contro gli oppiacei. Il ragazzo ha risposto alla cura ed è stato trasferito in rianimazione. Tra gli indiziati numero uno ci sono metadone, morfina e oppiacei in generale. Per il carcere di Baldenich è una nuova doccia gelata a poco più di una settimana dal suicidio di un giovane di Cesiomaggiore. Intanto qualcuno fa notare: «Non ci sono le strutture di primo ingresso. Questo significa che i giovani che sbagliano finiscono nello stesso luogo dei delinquenti abituali. E' una pessima scuola».

LA TESTIMONIANZA. Su Facebook, nel frattempo, viaggia la testimonianza della cugina del ragazzo. Ha voluto lanciare un appello perchè venga fatta chiarezza sulla vicenda e affinchè il giovane possa essere curato.

L’ultima volta che è uscito dal carcere, mio cugino mi ha fatto vedere. Ho visto con i miei occhi. Ogni giorno gli somministravano una dose di psicofarmaci e tranquillanti. Lui aveva smesso di prendere queste pastiglie e le aveva tutte in tasca.  

Mio cugino ieri ha rischiato di morire per overdose da oppiacei. Se andate a vedere, gli oppiacei sono farmaci analgesici. Mio cugino è stato drogato e ha rischiato di morire in carcere. 

Io ho la prova, io ho visto con i miei occhi quelle pillole e ho visto che si potevano facilmente accumulare ed assumere poi tutte in una volta. Ed è quello che mio cugino ha fatto ed ha voluto dimostrare ieri. 

Quasi un anno e mezzo fa mio cugino è stato in carcere per la prima volta, è venuto fuori dopo un paio di giorni. Quando è venuto fuori mi ha raccontato che durante l’ora d’aria del primo giorno che era dentro un altro detenuto si è avvicinato a lui e gli ha detto che in cambio delle sue braghe e delle sue scarpe gli avrebbe procurato qualsiasi tipo di sostanza avesse voluto

Mia zia dice che prima delle visite in carcere nemmeno ti perquisiscono, ci sono mamme che portano dentro i bambini con i pannolini a visitare il loro papà. Dentro quei pannolini possono mettere tutto quello che vogliono. 

Cominciamo a voler guardare in faccia alla realtà, cominciamo a renderci conto anche delle colpe della società. Cominciamo a credere ai fatti più che alle parole. 

Da quando aveva tredici anni le forze dell’ordine aspettavano mio cugino fuori di scuola per prendergli la fogliolina di marijuana che aveva in tasca. Più di una volta hanno portato mio cugino in caserma e per farlo confessare l’hanno picchiato. Più di una volta ho visto i lividi con i miei occhi alla sua uscita dalla caserma. Tanto mio cugino ci avrebbe solo perso a parlare, non avrebbero mai creduto a un pregiudicato piuttosto che a un carabiniere. 

Non giudicate le persone senza conoscerle, non ci siete cresciuti insieme, non sapete com’è stata la loro vita. Mio cugino è la persona più buona del mondo, quando c’è lui io mi sento protetta, mi ha sempre protetto da quando siamo nati e lo farà fino alla fine dei nostri giorni.  

La dipendenza da droghe è una malattia. Non è lui quando è in astinenza o quando fa uso di sostanze, è un’altra persona e pochi lo conoscono come quello che è veramente.  

Mio cugino ha bisogno di essere curato. L’ultima volta che è venuto fuori dal carcere doveva entrare subito in comunità, mia zia ha fatto carte false per farlo entrare in comunità anche solo quì a Feltre ma non c’è stato modo. Quando meno di due mesi fa ha tentato di tagliarsi le vene ed è stato salvato per miracolo (anche quella volta), uscito dalla psichiatria il posto è magicamente immediatamente saltato fuori. 

Mio cugino ha sicuramente commesso qualche errore, ma è malato e ha bisogno di essere curato. Voglio che gli venga restituita la sua dignità di persona meravigliosa qual è e che si sappia che le forze dell’ordine molte volte abusano del loro potere per sottomettere piuttosto che per fare giustizia.

Io ho promesso a mio cugino che mi sarei battuta per lui ed ho intenzione di continuare a farlo.

A.S.

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